E’ finita l’era dei siti web
con l’avvento dell’AIO cambiano le regole del gioco,
piccole e medie imprese, startup e liberi professionisti è ora di correre ai ripari.
La soluzione c’è ed è anche indolore!
Ebbene si, diciamolo chiaramente, l’era dei siti web per come li abbiamo intesi finora è giunta al termine.
Abbiamo sempre associato al sito web quello di vetrina online, video catalogo, sfoglia pagine elettronico, e chi più ne ha più ne metta con l’illusione che una volta pubblicato avremmo risolto i nostri problemi di presenza online e magari anche di visibilità.
Quanti sanno realmente e quanto sono stati disponibili ad affrontare piani di miglioramento ed ottimizzazione SEO per dare visibilità alla propria attività?
Dal numero di interviste raccolte in quest’ultimo anno, ben pochi!
E come vado ormai dicendo da tempo “vi siete fatti costruire cattedrali nel deserto” senza preoccuparvi di realizzare tutte quelle opere di urbanizzazione indispensabili a generare quello che banalmente viene definito “traffico” urbanisticamente parlando e in Internet.
Qualcuno si è accontentato di esserci, altri ci hanno provato e sono rimasti delusi da risultati, altri non ci hanno nemmeno provato perchè spaventati dal costo.
Oggi l’AIO (Artificial Intelligence Overview) e le altre forme di ricerca delle varie piattaforme di Intelligenza artificiale come ChatGPT & Company ridefiniscono le regole del gioco.
Viene premiato chi merita!
E si perchè la prerogativa di AIO è quella di fornire all’utente la migliore risposta possibile alla domanda fatta con frasi complesse ed utilizzando sistemi vocali, cosi completa da soddisfare definitivamente l’utente al punto tale di non sentire l’esigenza di accedere al sito di riferimento.
In America, nell’ultimo anno, dopo l’introduzione delle ricerche con l’AI i siti web hanno ottenuto circa il 50% di visite in meno!
Ma i siti web sono definitivamente morti ?
Si per come li abbiamo intesi finora, No se reinterpretati come l’AIO vuole.
Che significa?
Significa che i siti si stanno trasformando, come a me piace definirli in Aree di Contenuti di Alta Qualità e di Contatto.
Se hai un sito in grado di fornire informazioni di alta qualità, di mostrare le tue competenze (pertinenza), di rappresentarle meglio dei tuoi competitors (rilevanza) tanto da essere preso in considerazione dal’AIO allora sei arrivato in cima (autorevolezza).
Adesso l’ho messa li molto banalmente, diciamo che c’è un po da lavorare anche sui social e fare in modo che il tutto si cortocircuiti.
E non basta! Arrivato in cima devi preoccuparti di rimanerci perchè l’AIO si aggiorna in continuazione e premia contenuti freschi e rilevanti, ciò significa che la pole position te la devi guadagnare o meglio devi attivare un programma di monitoraggio continuo delle performance ed ottimizzazione della tua area di contenuti e contatto.>
Ma la SEO che fine fa?
Per molti illustri colleghi dovrebbe essere morta da diversi anni ma è più viva che mai e continuerà ad esserlo in modo complementare all’AIO.
Anche perchè dell’AIO in questo momento non è che ci sia da fidarsi completamente…
Quest’ultima risponderà occupando più o meno la metà della prima pagina di risposta (SERP) per il resto saranno visualizzati i risultati della SEO.
Il problema è che statisticamente da quello che ci viene detto è che circa la metà dei visitatori sembra “accontentarsi dei risultati” dell’AIO determinando cosi il crollo delle visite sui siti.
C’è un altro aspetto, preoccupante, per i piccoli “siti”… non sono amati dall’AIO che vorace di contenuti scansione principalmente quelli di dimensioni più interessanti al proprio scopo.
Ma allora è finita davvero?
Come possono una piccola impresa, una startup, o un libero professionista – tutte realtà che hanno bisogno di mettere il naso fuori dal proprio ambito, di allargare i confini in cui operano, spesso o quasi sempre con budget limitati – ad utilizzare internet e tutti i suoi strumenti in modo completo ed efficace?
E’ un problema che sto affrontando da tempo, che sto sperimentando da diversi mesi su varie realtà e che incredibilmente sta funzionando!
L’ho definita sinergia digitale o più semplicemente marketing digitale condiviso.







